Emergenze in decollo
di Thomas L. Knauff
Da New Zealand Gliding
Kiwi n.7/2003
Traduzione e
adattamento di Flavio Formosa flavioform@inwind.it
Gli
incidenti in fase di decollo rappresentano circa il 20% e quelli in atterraggio
circa il 65% del totale degli incidenti mortali di volo a vela.
C’è una
differenza fondamentale tra queste due tipologie, perché gli incidenti in
atterraggio coinvolgono quasi esclusivamente una sola persona, mentre prima che
avvenga un incidente in decollo ci sono in genere diverse persone che
partecipano alle operazioni.
In questo
articolo elencherò le cause principali degli incidenti in decollo, come
evitarli e cosa fare in caso vi troviate coinvolti in una delle molte
situazioni possibili.
Le
statistiche ci rivelano che volare in aliante è pericoloso. Ironicamente, è
anche vero che la media delle persone che pratica questo sport tende ad essere
di intelligenza, istruzione e livello sociale superiore.
A
differenza delle statistiche sui tipici incidenti d’auto, i piloti d’aliante
non muoiono per abuso di alcool, convinzione di invulnerabilità adolescenziale,
eccessi del sabato sera o colpi di sonno: queste sono le cause che dominano le
terribili statistiche degli incidenti sulle strade.
D’altra
parte, se volate in aliante, le statistiche dimostrano che siete più soggetti a
morire in un incidente di volo che in qualsiasi altro tipo di incidente (ed è
una brutta notizia). La buona notizia invece è che il modo di evitare gli incidenti
mortali in aliante è ben noto. Sfortunatamente nessuno sa come far sì che i
piloti si comportino sempre in modo da volare in sicurezza.
Ci sono
molte persone che lavorano per tentare di rendere il volo a vela più sicuro.
Letteralmente centinaia di organizzazioni hanno sviluppato programmi e prodotto
libri, opuscoli, presentazioni, conferenze , ecc.
Non esiste
purtroppo evidenza che alcuna di queste iniziative abbia sortito qualche
effetto.
Diversi
anni fa Bruno Gantenbrink ha scritto che non conosceva nessuno che fosse
rimasto ucciso in un incidente qualsiasi, ma conosceva diversi piloti che
avevano perso la vita in aliante. La stessa cosa vale per me, non conosco
personalmente nessuno che sia morto in un incidente che non fosse di volo a
vela.
Gli
incidenti mortali si sono succeduti (negli USA, ndt.) ogni anno con una
frequenza percentuale molto elevata, che non accenna a calare a dispetto degli
sforzi di cui si diceva prima.
Molta gente
considera gli incidenti stradali la causa più frequente di morte accidentale, e
non c’è praticamente giorno che sui quotidiani non si trovi notizia di un
incidente mortale. Comparare il numero di incidenti d’auto mortali per anno
diviso la popolazione degli Stati Uniti e fare lo stesso con gli incidenti di
volo a vela diviso il numero di praticanti rivela che nel caso del volo la
frequenza è quasi tre volte maggiore che sulla strada !
Volare in aliante è pericoloso. Fortunatamente si sa perché gli
incidenti accadono, e anche come fare a ridurre di molto i rischi. Quello che non si sa è come fare in modo che
ogni pilota (voi) si comporti in modo da volare in sicurezza.
Gli studi
fatti dimostrano che il problema fondamentale è la mancanza di conoscenze da
parte del pilota. Il volo a vela è un’attività particolarmente intollerante di
ignoranza, errori o comportamenti stupidi. Eppure indagini condotte tra piloti
titolati dimostrano che ben pochi possiedono le conoscenze basiche necessarie a
permettere loro di volare in sicurezza.
Ed è
dimostrato che l’essere un pilota molto esperto con un gran numero di ore di
volo all’attivo di per sé non vi fa volare più sicuri e non vi mette al riparo
dall’eventualità di avere un incidente. Anzi.
La
conoscenza è uno, se non il più importante, dei fattori chiave per volare
sicuri.
Concentriamoci sulle emergenze in
decollo
Sviscerare
le cause delle emergenze in decollo può avere il desiderabile effetto
collaterale di diminuire anche gli incidenti in atterraggio o in altri momenti
ad alto rischio del volo. Creare un’attitudine mentale verso la sicurezza, coinvolgere
tutti i presenti ed educare i piloti, gli addetti alla linea di volo e persino
gli spettatori può avere un effetto molto profondo sulla sicurezza del volo.
Il decollo
presenta rischi molto facilmente identificabili. Gli incidenti dovrebbero essere
molto rari, e quelli mortali sono assolutamente evitabili.
Il pilota
dovrebbe attendersi che qualcosa vada storto, ed avere un piano d’azione se ciò
succede davvero.
Le
probabilità che qualcosa accada sono 50/50 per ogni decollo, o succede o non
succede! Con questo in mente, il pilota dovrebbe essere sempre all’erta e
reagire immediatamente con l’azione corretta se l’emergenza si verifica sul
serio.
Ma cosa può
accadere ?
Ho posto la
domanda ad un gruppo di piloti esperti, e ciascuno di essi ha elencato 8-10
possibilità. La maggior parte dei piloti probabilmente farebbe lo stesso. Ecco
la lista di ciò che è stato detto :
1.
rottura
del cavo
2.
capottina
non chiusa
3.
un
comando non connesso
4.
ala
che tocca il suolo (imbardata)
5.
diruttori
che si aprono
6.
flaps
nella posizione sbagliata
7.
piantata
motore del traino
8.
velocità
del traino eccessiva o insufficiente
9.
traino
eseguito troppo lontano e sottovento al campo
10.
comandi
connessi alla rovescia
11.
scoppio
del pneumatico
12.
impossibilità
di sganciare il cavo
13.
l’aliante
in traino va troppo in alto
14.
qualcuno
o qualcosa attraversa la pista
15.
il
cavo si impiglia in qualcosa all’inizio del traino
16.
il
cavo si allenta / si impiglia all’aliante
17.
qualche
componente di bordo è installato male
18.
oscillazioni
longitudinali indotte dal pilota (P.I.O.)
19.
comandi
bloccati
20.
turbolenza
21.
perdita
del contatto visivo col suolo (nubi, nebbia, fumo)
22.
impossibilità
di risalire da una posizione di traino bassa
23.
nodo
nel cavo
24.
l’aliante
sale sul cavo con la ruota
25.
altro
traffico in circuito / collisione in volo
26.
errore
dell’uomo all’ala
27.
anemometro
che non funziona
28.
altimetro
non regolato
29.
il
paracadute di coda si apre
30.
i tubi
o i serbatoi del ballast cedono e l’acqua entra nell’abitacolo
31.
ape, vespa,
lucertola o serpente nell’abitacolo
32.
ballast
asimmetrico nelle ali
33.
cinture
slacciate
34.
prese
statiche o totali intasate
35.
fumo
nell’abitacolo
36.
il
passeggero si fa prendere dal panico
37.
cuscini
o zavorra che si muovono
38.
comandi
impediti o irraggiungibili (pedaliera)
39.
dolly
di coda non rimosso
40.
capottina
che si appanna
41.
baricentro
fuori dai limiti (acqua in coda non rimossa,ecc.)
42.
QUALSIASI
ALTRA COSA NON MI SIA VENUTA IN MENTE !
Quanti di
questi problemi possono essere attribuiti ad un montaggio scorretto,
un’ispezione pre-volo lacunosa o a controlli pre-decollo sbagliati o del tutto
assenti ? Circa la metà.
Quanti
potrebbero essere evitati da un osservatore, uomo all’ala o trainatore attenti,
o da uno spettatore vigile? Di nuovo, circa metà.
Accadono
pochissimi incidenti quando a bordo dell’aliante c’è un istruttore, perché?
Perché c’è qualcuno che conosce le procedure giuste, esige comportamenti
corretti e controlla gli errori.
Ognuno di
noi che sia presente come pilota, trainatore, uomo all’ala o semplice
spettatore può contribuire alla sicurezza restando vigile, ed osservando che le
procedure siano corrette.
Molti
incidenti avvengono perché l’aliante non è stato montato correttamente. Esiste,
ed è molto consigliabile, la pratica del “controllo critico di assemblaggio” ,
dove il pilota, terminato il montaggio dell’aliante, lo affida ad un collega
perché lo controlli. Ciò ha l’effetto di eliminare la compiacenza dl pilota che
salta un controllo “perché sa di aver fatto bene”.
Chi
sostiene l’ala in decollo, poi, può essere istruito a controllare molte cose,
dal dolly di coda non rimosso, ai diruttori non bloccati, i flaps in posizione
scorretta, la capottina non perfettamente chiusa , fino alle condizioni del
cavo di traino, e la presenza di altri traffici in conflitto.
Addirittura
egli potrebbe osservare il velivolo trainatore per scoprire cose come perdite
d’olio, gomme sgonfie, tappi dei serbatoi aperti e molto altro.
Un'altra
importante funzione dell’uomo all’ala è quella di allontanare le distrazioni
dal pilota che sta effettuando i controlli pre-decollo, mantenendo a distanza e
in silenzio tutti i presenti.
Tutti
devono essere coinvolti a favore della sicurezza delle operazioni di decollo.
L’emergenza
Durante il
decollo il pilota potrebbe accorgersi di qualche anomalia. C’è una forte
tendenza a non fare nulla per l’imbarazzo di dover ammettere un errore, oppure
il pilota potrebbe avere una reazione da superuomo, credendo di poter dominare
qualunque situazione. Oppure ancora potrebbe subentrare una forma di
rassegnazione, con la rinuncia a fare alcunché credendo che nulla si possa
fare. Un pilota impreparato per la possibile emergenza tende ad attribuire a
cause assurde un’anomalia che a mente fredda sarebbe facilissima da scoprire,
spesso con effetti disastrosi.
Un recente
incidente dovuto ad un errore di montaggio dell’aliante ha avuto per risultato che
l’aliante stesso è stato trainato al suolo per più di 700 metri, finché è stato
letteralmente strappato al terreno dal velivolo trainatore (il cavo era nel
gancio baricentrale dell’aliante), a soli 100 metri dalla fine della pista.
Il piano di
coda era montato in modo che l’elevatore non aveva sufficiente corsa per far
decollare l’aliante da solo. Il pilota sicuramente aveva da tempo la barra
tutta indietro, molto più indietro del normale, e deve essersi accorto che
qualcosa non andava per niente, ma non ha sganciato il cavo.
Dopo che
l’aliante è stato portato in aria dal traino, senza l’elevatore funzionante, si
è schiantato al suolo e il pilota è morto. La sola ragione per cui non è morto
anche il trainatore è stata la rottura -fortuita- del cavo.
Questo
pilota era stato aiutato nel montare il suo aliante, ma non aveva fatto un
controllo dei comandi dopo il montaggio. Molta gente avrebbe potuto notare la
posizione strana in cui si trovava l’elevatore prima del decollo, se solo
avesse guardato.
Piani d’azione
Ogni pilota
dovrebbe accingersi a decollare con un piano in mente nel caso si presentasse
l’emergenza. Nella maggior parte dei casi ci sono tre piani possibili, a
seconda della fase del volo.
Piano di azione Uno
Quando c’è
ancora sufficiente pista davanti all’aliante.
Il piano
d’azione, quando l’emergenza viene scoperta molto presto è semplicemente di
sganciare il cavo ed atterrare dritto avanti. Bisogna aver cura di fermare
l’aliante senza perderne il controllo. Come si è detto, esiste una tendenza
molto forte a proseguire il decollo invece di sganciare e analizzare il
problema.
Piano di azione Due
Quando l’aliante
è troppo alto per atterrare sulla pista davanti a sé.
Il piano
d’azione in questo caso è di atterrare in un’area programmata in anticipo
proprio per queste eventualità. Potrebbe essere una pista intersecante, un
campo adiacente all’aeroporto, o persino un crash controllato contro un gruppo
di alberi, in un lago o altro. Se correttamente eseguito, la probabilità di
farsi del male dovrebbe essere molto bassa.
Piano di azione Tre
Quando l’aliante
ha quota sufficiente per atterrare in contropista
La manovra
di rientro in pista con virata di 180° a bassa quota dovrebbe essere provata per
allenamento almeno una volta all’anno. In genere, invece, dopo il corso di
brevetto viene dimenticata – fin quando non si è costretti ad eseguirla in una
vera emergenza, improvvisando. La quota minima per eseguirla deve essere
pianificata prima del decollo, tenendo conto di vento, ostacoli, prestazioni
del traino, terreno,campi di emergenza, ecc., e deve essere annunciata ad alta
voce quando viene raggiunta durante le fasi iniziali del traino.
La mano sinistra
I piloti
controllano l’aliante con la mano destra. La mano sinistra resta libera per tre
o quattro importanti funzioni:
1. pronta a
tirare lo sgancio del cavo. La regola generale è di avere la mano vicina, ma
non sopra, al comando di sgancio del cavo nelle fasi iniziali del decollo.
2. pronta a
chiudere i diruttori nel caso non fossero bloccati prima del decollo, o se si
aprissero accidentalmente per altri motivi
3. pronta
ad afferrare la capottina nel caso si aprisse in volo. Spesso c’è un piccolo
avvertimento, sotto forma di fischi o vibrazioni, prima che la capottina si apra completamente : un pilota vigile
può afferrarla in tempo, o dare timone dalla parte giusta per far sì che il
flusso d’aria trasversale la mantenga chiusa. Se si dovesse aprire del tutto,
non fate alcun tentativo di chiuderla prima di aver raggiunto una normale quota
di sgancio
4. pronta
ad agire sulla leva dei flaps, in caso questi siano mal regolati, o vengano
inavvertitamente mossi in una posizione sbagliata.
Se il
traino si interrompe quando l’aliante è già sollevato anche di pochi metri da
terra, sarà quasi sempre necessario abbassare il muso per mantenere la velocità
ed evitare lo stallo. Uno stallo anche da solo un paio di metri di altezza può
provocare seri danni sia all’aliante che al pilota.
Essere
pronti significa avere un piano di azione per qualunque fase del volo. E’ molto
importante annunciare ad alta voce il raggiungimento della quota critica oltre
la quale è possibile abortire il decollo rientrando in campo con una virata di
180°. Questa quota deve essere decisa sempre prima del decollo considerando le
condizioni. Come abbiamo detto, è importante effettuare uno sgancio di
emergenza simulata almeno una volta all’anno per mantenere l’abitudine a questa
importantissima e delicata manovra.
Il trainatore può aiutare
Nella
maggior parte dei casi, il traino procede diritto sull’asse della pista dopo il
decollo. In caso di uno sgancio d’emergenza, il pilota deve eseguire una virata
di più di 180° seguita da una controvirata per allinearsi all’atterraggio. Se
dopo il decollo il trainatore si lasciasse semplicemente scarrocciare lateralmente
dal vento, in caso di sgancio l’aliante dovrebbe eseguire solo una semplice
virata di 180° per rientrare.
Dopo il
recente incidente mortale che ho descritto prima, in cui il pilota avrebbe
semplicemente dovuto sganciare il cavo una volta realizzato che qualcosa non
andava, ho iniziato a preoccuparmi riguardo ai piloti che volano al nostro
aeroclub. Alcune rapide considerazioni mi hanno convinto che molti di loro
avrebbero reagito esattamente nello stesso modo. Così mi sono voluto rendere conto
se ciascuno di essi sapesse riconoscere un’emergenza e avesse un piano d’azione
per affrontarla.
Adesso ogni
pilota, non importa quanto esperto, è obbligato a leggere un documento sulle
emergenze in decollo prima di volare dal nostro campo. Esso elenca le
principali possibili emergenze e descrive il modo di affrontarle localmente.
Dopo aver
letto, devono firmare un foglio e avere un colloquio con il nostro capo
istruttore, nel quale egli in pratica domanda “che cosa fai se si presenta
un’emergenza di questo tipo?”. Soddisfatto della risposta, l’istruttore scrive
una annotazione nel loro libretto di volo.
Facciamo
anche comprendere bene che desideriamo che ognuno sul campo sia coinvolto nel
mantenimento delle condizioni di sicurezza. Bisogna ad esempio stare lontani ed
in silenzio quando un pilota monta l’aliante, esegue l’ispezione pre-volo o i
controlli pre-decollo. Adesso si vedono piloti che chiedono ad altri di non
creare disturbo in queste situazioni, che osservano con più attenzione gli
alianti in linea di volo pronti a decollare, e che fanno un lavoro di
assistenza all’ala in decollo molto più professionale. Tutti contribuiscono così
alla sicurezza comune.
Durante il
giorno dedichiamo tempo al pranzo, alla pausa caffè, e a molte altre cose.
Dedicare un po’ di tempo extra ad una accurata ispezione pre-volo, a un
controllo pre-decollo serio e a una prova dei comandi può fare la differenza
tra la vita e la morte.
Essere
preparati a fronteggiare un’emergenza in decollo può avere effetti benefici
sulla conduzione in sicurezza di tutto il volo, perché comporta un cambio di
attitudine mentale, e può indirettamente aiutare a diminuire il numero di
incidenti in atterraggio, le collisioni in volo, ecc. Può aiutarci tutti quanti
a pensare ed agire in maniera più responsabile e sicura.
L’autore
Tom Knauff
e la moglie Doris Grove gestiscono uno dei siti di volo a vela più attivi degli
USA. Autore di numerosissime pubblicazioni e conferenze didattiche improntate
all’argomento della sicurezza, Tom ha dedicato una carriere intera alla
missione di ridurre il numero degli incidenti mortali di volo a vela nel suo
paese.